Fare escursioni guidate e trekking a Matera, gli itinerari


Avete sperimentato già uno dei nostri itinerari di trekking ed escursioni guidate in Puglia (dal Salento al Gargano) e siete desiderosi di visitare altri posti non lontano dal vostro luogo di villeggiatura? Bene, allora non potete perdervi assolutamente una nostra escursione guidata a Matera, “la città dei sassi” e Capitale Europea della cultura nel 2019.

Escursioni guidate tra le numerose chiese rupestri, circa 150, che sono collocate all’interno del Parco della Murgia Materana. Preziosi scrigni scavati nella roccia tenera custodiscono secoli di storia.

Sicuramente uno tra i più spettacolari paesaggi rupestri d’Italia, che te­stimonia il rapporto atavico tra natura e uomo, si trova in Basilicata, a Matera a pochi chilometri di distanza dal confine con la Puglia.

Il Parco Regionale Ar­cheologico Storico Natu­rale delle Chiese Rupestri del Materano, più sem­plicemente detto Parco della Murgia Materana, è caratterizzato da roccia tenera (calcarenite di Gravina) segnata da profondi solchi erosivi uti­lizzati dall’uomo sin dalla preistoria.

Spettacolare è la Gravina di Matera, enorme solco calcareo che attraversa il territorio con i suoi venti chilometri di lunghezza, giungendo fin sotto l’abi­tato di Montescaglioso. Sul fondo di questo canyon, scorre l’omonimo torrente il cui lento cammino delle acque prosegue verso sud costeggiando i Sassi di Ma­tera, sfiorando l’abitato di Montescaglioso oltre il quale sfocia nel fiume Bradano.

Un territorio suggestivo, apparentemente desolato, ma che nasconde ricchezze naturalistiche e testimo­nianze storiche di ecce­zzionale valore. Uno dei fianchi della gravina presenta una vegetazione piuttosto brulla ma per contro possiamo ritrovare tracce della presenza umana come: chiese rupestri, villaggi preistorici di epoca neolitica, jazzi, cave da cui si ricavava il materiale costruttivo del­le abitazioni dei Sassi, e masserie.

Proprio il rapporto an­tico tra natura e uomo rende unico questo Parco che tutela contemporaneamente una natura spettacolare e le opere rea­lizzate dalle mani dell’uomo nel corso di migliaia di anni con il paziente lavoro di incisione. Fu proprio la roccia tenera, la calcarenite, a favorire la presenza dell’uomo preistorico che uti­lizzò come rifugio le grotte, formatesi naturalmente per disfacimento della roccia friabile; successiv­amente, con la paziente tecnica dello scavo, l’uomo allargò le stesse cavità per ricavarne spazi, finestre, ripiani, chiese.

Le ripide pareti verticali delle rocce e la ricca vegetazione che si sviluppa all’interno del Parco deter­minano la formazione di ambienti naturali tali da permettere la presenza di volatili rarissimi. I birdwatchers hanno l’opportunità di osservare specie come: il biancone, il nibbio, il lanario, il capovaccaio. Altri rapaci come il falco grillaio (Falco naumanni), vivono accanto all’uomo e nidificano sotto i tetti delle case abbandonate dei Sassi di Matera o sotto le tegole dell’abbazia benedettina di Montescaglioso.

 

MATERA: IL PARCO DELLE CHIESE RUPESTRI

Percorrere i sentieri del parco della murgia materana significa fare un salto nella storia, attraverso grotte che risalgono a circa un milione di anni fa e che successivamente sono diventate, durante la Preistoria, dimora per uomini in cerca di riparo e protezione. Dall’altro lato della gravina rispetto a Matera ed ai Sassi si estende il parco archeologico storico-naturale della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri, un’area che contiene alcuni tra i più importanti siti archeologici d’Italia, risalenti al Paleolitico ed al Neolitico, oltre che veri e propri gioielli, le chiese rupestri, incastonati nella roccia. Il sentiero prevede di percorrere le alture carsiche di Murgia Timone e Murgecchia visitando le più rilevanti chiese rupestri ubicate al di fuori del centro storico di Matera. Faranno da ricco contorno le importantissime testimonianze archeologiche risalenti al Paleolitico e Neolitico, a partire quindi da 10.000 anni prima di Cristo. La conformazione del territorio, con pascoli e terreni fertili, spinse gli uomini primitivi ad insediarsi in quest’area, nei pressi della Gravina, e ad avviare forme di sostentamento sedentarie come l’agricoltura, la caccia e l’allevamento. Matera è infatti considerata una delle città più antiche del mondo, proprio per il fatto di essere stata insediata senza soluzione di continuità nelle varie ere archeologiche. Lungo l’itinerario cammineremo anche sui luoghi scelti dai più celebri registi internazionali per girare alcune delle scene dei capolavori del cinema.

 

MATERA – MONTESCAGLIOSO: L’ANTICO PERCORSO

Questo itinerario escursionistico è indicato a camminatori allenati per via della lunghezza da percorrere a piedi (più di 20 km). Il percorso parte dai Sas­si e giunge fino a Montescaglioso. Un lungo percorso sulle orme di antichi popoli che da Matera giungevano sino al mare camminando a mezza costa sulla sponda destra della gravina, oggi percorribile solo per alcuni tratti a causa dei numerosi crolli legati alla lenta, ma continua, erosione della roccia.

Il sentiero s’inol­tra nella folta macchia me­diterranea, passa davanti a centinaia di grotte rifugio di comunità di monaci, con­tadini, pastori, ed armenti, entra in un bosco di lecci e sale su per i calanchi che circondano l’abitato di Montescaglioso fino all’Abbazia di S. Michele Arcangelo.

By-passiamo il traffico della città e partiamo direttamente a piedi dalla contrada del­l’Ofra dove incontreremo subito lungo il cammino lo jazzo dell’Ofra, uno dei più interes­santi della zona. Articolato per circa 90 metri su tre piani comunicanti tra loro tramite cunicoli e scalette che tagliano lo spessore interno della roccia, si affaccia a picco sullo strapiombo della gravina. Il nostro sentiero ci porterà poi a visitare la Grotta dei Pipistrelli e la Grotta Funeraria, importan­tissime cavità naturali che testimoniano la presenza dell’uomo sin dal Paleolitico. Presto di fronte a noi si presenterà il Villaggio Saraceno. Circa sessanta grotte ricche di testimonianze legate all’opera dell’uomo. Chiese, muri a secco, mangiatoie, canali per il recupero delle acque, cisterne, camini, scale, tutti elementi che hanno come comune denominatore la roccia e il paziente lavoro di scavo operato dall’uomo. Successivamente il sentiero prosegue verso la bellissima chiesa rupestre di Cristo La Selva; un ambiente grottale con facciata in muratura con frontone triangolare tipico del Romanico che fuoriesce dalla roccia sormontata da un piccolo campanile a vela. La cripta nascosta dallo strapiombo della gravina è circondata da una folta vegetazione. A destra e a sinistra si aprono due loggiati che impreziosiscono la nuda roccia. Proseguendo lungo il tratturo, ritorniamo a costeggiare la gravina e scendiamo lungo una mulattiera fino a Masseria Passarelli.

Da qui camminiamo fino a Casino Venusio per poi giungere, seguendo il bordo della gravina, nei pressi di una scalinata che conduce ad uno spettacolare sistema di grotte comunicanti tra loro, il complesso di Sant’Eustachio. Proseguiremo fino ad incontrare il Vallone della Loe. Il sentiero procede in di­rezione di Montescaglioso verso la bellissima Abbazia Bene­dettina di San Michele Arcan­gelo.